Va bene tutto, ma adesso basta.
Non provo nemmeno a far finta di essere sorpreso da quello che hai scritto, ma almeno prova ad essere onesto con te stesso, se non con gli altri.
Sì, la proposta di RedWatch l’ho scritta io.
Davanti a te.
Hai pure commentato mentre la scrivevo, mi hai detto dove suonava troppo “meccanica”, dove togliere certe frasi, dove sembrava troppo “generata”. Non mi hai mai detto: “questa roba fa schifo, non voglio averci niente a che fare”. Mai.
Anzi, l’hai riletta con me. Ora leggo che “non hai partecipato”, che “non condividi il tono”, che “ti dissoci totalmente”? Dai, almeno assumiti la responsabilità di essere stato presente.
È facile dissociarsi quando non ti conviene più. Sulle offese… Non le nego, e se ti sei sentito attaccato ti chiedo scusa – ma raccontarla così, fuori contesto e con quella freddezza da post pubblico, è solo un modo per sputarmi addosso quando sai che non posso difendermi senza sembrare il cattivo.
Non giustifico quello che ho detto, ma neanche tu sei stato questo santo che oggi ti dipingi. Quello che davvero mi fa girare è che hai scelto il teatro pubblico, dicendo “non voglio far parte della buffonata” quando, per giorni, ci sei stato dentro fino al collo.
Hai dato idee, nomi, persino battute da usare.
Ma appena è diventato “troppo scomodo”, hai deciso che era più comodo buttarmi sotto il treno per salvarti la faccia. Non c’è problema, ognuno è libero di andarsene.
Ma farlo tirando fango addosso agli altri per sembrare pulito… quello sì, è da buffonata. Buona fortuna, davvero.
Ma evita di recitare la parte del martire quando nessuno ti ha inchiodato. Hai fatto le tue scelte, ora portane anche il peso.